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IN VIAGGIO IN BASILICATA
Piazza Caduti della Patria
75010 - San Mauro Forte (MT)

PER INFO E PRENOTAZIONI:
Cell. +39 346 10 99 508
info@inviaggioinbasilicata.it
www.inviaggioinbasilicata.it

Il Quotidiano della Basilicata Articolo del 04-08-2016
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Il Quotidiano della Basilicata Articolo del 10/11/2015
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Il Quotidiano della Basilicata Articolo del 20-11-2015
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La Gazzetta del Mezzogiorno Articolo del 04/08/2016
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La Gazzetta del Mezzogiorno Articolo del 04/11/2015
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La Gazzetta del Mezzogiorno Articolo del 12/05/2017
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La Gazzetta del Mezzogiorno Articolo del 20/05/2017
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La Gazzetta del Mezzogiorno Articolo del 21/05/2017
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La Nuova del Sud Articolo del 20/11/2015
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La Nuova del Sud Articolo del 27/05/2017
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Le Cronache Lucane Articolo del 17/02/2016
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Da Matera:
Strada Statale 7 Via Appia, Strada Statale 7R/SS7r e SS407 in direzione di Strada Statale 277/SS277 fino a Garaguso;
Uscita verso Scalo Garaguso - Scalo Grassano Scalo;
Percorrere SP4 in direzione San Mauro Forte.

Da Potenza:
E847 in direzione SS407;
Percorrere SS407 fino allo svincolo uscista Grassano - Garaguso - Grottole direzione SP4;
Percorrere SP4 in direzione San Mauro Forte.

Da Taranto:
Percorrere SS106 fino a Metaponto;
Da SS106 uscita sulla SS407 svincolo Salerno Potenza Bernalda;
Percorrere SS407 fino all'uscita Scalo Garaguso - Scalo Grassano Scalo;
Percorrere SP4 in direzione San Mauro Forte.

Malpica Docet

Vietri
“All’imbrunire vidi su una collina verdeggiante apparire un cenobio di decente apparenza. Sono i cappuccini di Vietri. Dopo un quarto d’ora giungemmo al paese. Comincia la Basilicata”.

Pignola
“…varcato il piano del Carmine, vedi sovra un’altura un paese … io vedeva su la carta che quel paese dovea esser Vignola, un che passava mi confermò nel mio giudizio. È bella la sua posizione. Cinta di monti fra’ i quali grandeggia l’Ariasa all’Ovest, in sito elevato, a veggente della via consolare, a poca distanza dal capoluogo, con una popolazione di 4000 abitanti, coi verdeggianti dintorni, alletta l’occhio di chi la mira”.

Potenza
“La città si avvicinava e io respirai. Ed ecco che al varcar d’un gomito di strada vidi dilatarsi l’orizzonte; vidi i monti formare un vasto bacino. In mezzo a questo vidi alzarsi un colle in forma di piramide tronca, con sopra una città tutta biancheggiante, era Potenza”.

Albano di Lucania
“Posto in cima a un monte altissimo, il suo fabbricato, le sue strade, sono quali il consente la natura del luogo. In un paese battuto da tutti i venti, percosso da tutte le precelle, coperto di nevi nel verno (…). La sua posizione è ridente sì nella bella stagione da lasciarti di sé un gran desiderio”.

Accettura
“È fertile il suolo, squisiti e svariati sono i prodotti, industrioso e pacifico il popolo, colta svelta e ospitalissima la classe dirigente, magnifica la posizione, purissima l’aria, ridenti le campagne, ove vedi rigogli il fico, l’ulivo e la vite e ubertosi sono i campi che danno non meno di 30000 tomoli di granaglie l’anno. (…) Accettura per la magia dell’amicizia diveniva un paradiso”.

San Mauro
“…alzatesi in mezzo a deliziosi campi”, la ricchezza agricola e la bellezza dei palazzi, come quelli dell’Arcieri, degli Acquaviva e dei Lauria. Nei pressi della piazza vide una grossa e maestosa torre, “la serbano come memoria di un tempo che fu, come trionfo di mutate civiltà, come monumento del paese e fan bene”.

Salandra
“Su, a cavaliere del Colle, s’erge la piccola ma assai piacevole Salandra. È amena e magnifica la sua posizione, fertilissime son le campagne che si stendono intorno. I cereali, i legumi, l’olio, la frutta, lo squisito vino e fragranti sono i suoi prodotti. (…) bello è il monastero dei PP. Riformati, è il più magnifico della Provincia monastica”.

Ferrandina
“Ferrandina può ben dirsi una città, coi suoi 5000 e più abitanti. Siede in bellissima posizione, è cinta di ottimi terreni. È fabbricata con regolare disegno ad anfiteatro, e intersecata dal nord al sud da vie dritte, ampie e parallele, con case, che tranne i palazzi, han tutte una medesima altezza. Questa forma produce un piacevolissimo effetto. Giù nel mezzo ha una vasta piazza adorna di botteghe, avente a’ quattro lati la chiesa Madre, il Convento delle Chiariste, la casa comunale, e il nuovo palazzetto dell’affettuoso e gentile giovane Nicola D’Amati Cantorio,congiunto del Laudati”.

Matera
“Immaginate due valli divise fra loro da un rialto di terra, una volta a tramontana l’altra a mezzodì: due valli profonde scavate dalla natura nel tufo de’ colli. Su per le falde, e nell’imo di queste valli, seguendone la forma, e il declivio ponente delle case; su quell’altura o lingua di terra se vi aggrada, fate che s’alzino altre case, templi, palazzi, e altri grandi edifizi, ed avrete una città che siede infra due; una triplice città bizzarra per la sua forma, curiosa per le tante scene che ti offre. La città alta è la Civitas, la città primitiva, la città antichissima: le due valli che ora le son sorelle furon da prima suoi borghi, e con tal nome si chiamarono. Quando si volle ingrandir la Civitas, i borghi furon nomati Sassi, e serbandosi alla madre il suo nome matronale, chiamassi sasso Barisano, quello volto a tramontana, verso Bari, Sasso Caveoso l’altro, che è volto verso Montescaglioso”.

Palazzo San Gervasio
“Bello è il mirare dei dintorni di Palazzo al venir della sera, ora che è il tempo della messe. I mietitori che su lunghe file si vedeano intenti al lavoro durante il giorno, al cader del Sole raccolti in gruppi o disposti a cerchio, seduti a mò de’ musulmani, avendo per desco l’infuocato terreno, mangiando lo scarso cibo che lor si da come parte di salario. Il quadro veduto da lungi è bello. Què covoni piramidali, què carri fermati, què buoi che ruminavano, quegli uomini in farsetto sdrajati per terra, ti destan nella mente le dolci idee della pace e della quiete, ti fan credere come su la terra non sia affatto impossibile la felicità”.

Venosa
“Venosa al pari di Sulmona ti dirà:io sono immortale per un poeta, e questo poeta era mio figlio. Orazio! Orazio! E tu semplice testor di versi ti ponesti nella schiera de’ pochi che son maestri di coloro che sanno. Celiando e ridendo gettavi i tuoi canti, a rallegrar gli ozi del Palatino, o i silenzi della via sacra, e di Tivoli, li gettavi come il fanciullo abbandona le vescichette di sapone a’ venti, e intanto, essi restan per sempre d’insegnamento e di ammirazione a’ secoli. Orazio! E ciò avvenne perché tu nutrito di sapienza, cantando e celiando eri filosofo, e la filosofia è dominatrice de’ tempi. (…) Orazio! Ed or che mi appresto alla tua Venosa, or che spiro le aure che tu spirasti, or che veggio i campi e i colli che ti videro infante, e furon segno alle tue rimembranze, io benedico un’altra volta la mia pellegrinazione, e l’ospite che mi guida: io mi avvicino alla tua patria coll’amor d’un amico, e colla riverenza d’un discepolo”.

Melfi
“Melfi è bella e grande città. Buone strade, bellissimi edifizi, una bella piazza, una grande cattedrale, un grandissimo episcopio, recentissime chiese, un grande castello, degli abitanti colti e gentili, un aria salubre, de’ dintorni incantevoli, fan di lei una delle più belle città della Lucania”.

Rionero e Monticchio
“Più popoloso della stessa Melfi e d’ogni altro comune del Distretto, co’ suoi 10193 abitanti può dirsi formare per se stesso Circondario, non avendo la piccola Atella, che da lui dipende, più di 1200 abitanti. È colto, ricco, fiorente, e industrioso paese. Ha be’ fabbricati, buone strade e una graziosa piazza. La sua chiesa madre, quando sarà ristorata, potrà dirsi bella, ora come ora è solamente graziosa. Vi si lavora egregiamente il ferro, è abbondante di prodotti, ci ha a dovizia i comodi di vita. Fra le terre della Basilicata deve al certo questa dirsi importantissima, per la massa della sua popolazione, per la sua ricchezza e per la sua civiltà. Un’altra meraviglia del Vulture sono i laghi di Monticchio (…). Il fuoco sparisce e fa d’un cratere di vulcano un lago ”.

Lagopesole
“Vedi il castello col suo magnifico bosco. Fu edificato con materiali tolti a Venosa. Lo dicono opera di Federico, il quale lo avrebbe edificato per opportunità della vicina caccia. (…) Ora appartiene al principe Doria. A cavaliere sul colle s’alza ancora intatto e minaccioso, come ai dì in cui vide i deputati di tutte le città e castelli di Puglia, venire a far atto di obbedienza a piè del Pontefice e del suo protettore”.


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ORARIO DI APERTURA:
dal Venerdì alla Domenica

dalle 9,00 alle 14,00

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